Le scatole di latta.
Arte modesta o umile archeologia.
Una storia curiosa.
Oggetto conservato e riutilizzato, o collezionato perché irresistibilmente attraente, la scatola di latta da circa due secoli occupa un posto silenzioso nelle case, nelle cucine, nelle cantine di tutti. Nella quotidianità occupa uno spazio importante, che condivide con quello delle latte sigillate con cibi conservati, dai fagioli alla frutta, e con le lattine di bevande, le più disparate. Contenitori nati esclusivamente per necessità, passano inosservati attraverso la storia moderna, salvo ritagliarsi una posizione duratura nelle case, nei luoghi in cui si lavora, in cui si mangia, in cui si maneggiano cibi e bevande, nelle piccole collezioni senza grandi numeri.
Grandi scatole per prodotti da vendere sfusi. Anni ’40.
E’ una grande invenzione quella della banda in ferro, battuto fino a diventare una lamina, poi bagnata nello stagno. Un’invenzione che sembra debba essere ascritta ad artigiani in Boemia già nel XIV secolo, i quali usarono la latta, vista la malleabilità e l’economicità, per produrre non solo contenitori, ma anche suppellettili di casa, il cui prezzo permetteva anche agli strati più umili della popolazione la possibilità di usare stoviglierie e posaterie.
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